Peccato stirpico
Infanzia rubata
- e già anche da prima -
nell’inaudito riperpetrarsi
dello stesso identico errore
orrore di deviati percorsi
e sogni infranti,
tempo per la risoluzione
che solo innanzi si sposta,
come fosse un contratto
- prelibato piatto -
contratto nel naturale abuso,
anche la mente non si distente
e sacrificio pretende
per un diabolico perseverare
che diliuto, tra tanti, appare.
Eppure non tace, ha fame
quel greve sapore non scorda,
al collo di cappio la corda
- se ti sposti sei fatto -
sviscerato dalla fiducia stretta
sangue, che trama non spezza
per debole carne che, pietosa,
giustificazione abbozza
come se ignominia si evitasse
di quel sol’occhio che non vede!
Interne sono ...
nell’anima a risiedere
le sovrattasse vere.
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