Il muro
Ho odiato le mie parole mentre rincorrevo l’indifferenza di Dio,
avrei voluto inerpicarmi sui brandelli dei miei pensieri
racchiusi dentro le gabbie
incatenate strette al pianto dei bambini.
Come un canto flebile reciso dal seno
senza capire le zone d’ombra che separano il cuore,
lontani dall’urlo tumefatto delle madri piegate
dentro le mani di guardiani ciechi lontani e inumani.
Avrei gridato al di la di una preghiera disperata
oltre il confine che mi separa dal cielo,
dove i guardiani ti tengono per mano,
nei campi liberi di papaveri al sole.
Vorrei spezzare i magli dei campi rinchiusi alla mente,
dove i bambini si barattano alla follia,
oltre un muro eretto per separare l’inferno
lungo una strada impazzita nella notte.
Guardo attonito i pensieri distratti di passanti
troppo indaffarati a camminare oltre,
al di la dei lamenti sordi di gabbie sempre più lontane,
oltre quel muro eretto sul cuore.
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
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