La spuma
Luciano Tarabella
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Visto che il tempo oggi fa culaia (1)
voglio vedé se stempio un sonettino.
Mi siedo cor piccì ar tavolino
e becco du rìordi alla lacciaia.
Ma quale piglio? Dé, sono migliaia!
(qui si rischia di fà solo casino
bisogna che ci penzi un briciolino)
Rammenti, amore, quando alla Scopaia
nascosti ammalapena da un cespuglio
sfranellando si fece una sudata
sotto ir sole bollente? Era di luglio,
cercammo un barre al fresco di volata
te ordinaste, pottasia, un noto intruglio
io una Bardacci & Luperi diacciata.
Ma che riòrdo, bello da morire!
Spesi una cifra, guasi mille lire.
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Classe, ironia, nostalgia. (Antonio Terracciano)
Commenti (1)
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Augusto Cervo27 giugno 2018
L’autore ci riporta al vintage in un luglio assolato, un baretto al fresco l’intruglio di Potassia e la spuma Baldacci & Luperi, con conto finale di quasi 1000 lire. Sonetto ben strutturato e godibilissimo al lettore; ovviamente complimenti stra meritati.

