Tutore ... di cosa?
Quasi, quasi, la tesa fa ombra,
sotto il baldanzoso cappello, nulla,
neanche un piccolo raggio che illumini,
offuscato, girovaghi tra le tue ombre cinesi.
Caro il mio amico non estinto, distinto,
celeste e blu che emerge,
qualche stelletta opaca da lustrare,
paletta, secchiello e qualcuno da ramazzare.
Dirigi, lo scarico tossico, mangi,
elevi, e stai piantato al suolo della carreggiata,
riempi i bar di chiacchiere, asciutto, fuori piove,
statuario guardi la marmorea vita ed i piccioni che la scacano.
Poveretto! Verbi composti e semplici,
datti da fare per la paga,
paramenti figli di paraventi,
hai un codice... da perdi.
...Sempre buona vita,
amico della via ... lattea ...
Ci stai in mezzo a questa strada.
©
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Ho letto con piacere saluti (Francesco Rossi)
...e infantile! Prego leggere mess privato. (Mimmo Mariano)
Commenti (1)
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Nadia Mazzocco1 ottobre 2018
Letta con molta attenzione, e ne ho apprezzato il contenuto. Il mio elogio all’amico autore, che ha saputo dare grande significato al poema, con il suo grido di ribellione,è una poesia che da molto, molto da riflettere.
