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Riflessioni 30 giugno 2018 · lettura 1 min · 674 letture

L’ultimo olocausto

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gianni manca 462 poesie pubblicate
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Mostrati come pupi inanimati barattati come ninnoli ripescati dal mare, dall’ira ipocrita di chi piange senza lacrime, estratti a sorte in una bilancia cieca. Biechi frontalieri servi di un inferno di galere, traghettano serragli di carne da macello, sordi ai vagiti disperati di agnelli ignari della sorte scagliati contro l’urlo di un mare impietoso. Famelici avvoltoi agghindati come miti colombe attendono pazienti che il cielo si unisca alle onde, sulle reti che si colmano di anime in un desco inumano da spartire tra i falchi del mondo. Pieni di parole, scevri di rimorsi arrotolati dai denari, corrono incontro alla pietà degli ultimi, con le mani intrise di un’olocausto interminabile, sazi della pietà indifferente di uomini grondanti di potere. Il mare unisce le terre mentre si nutre di un rantolo inumano, quando l’arroganza di servi senza Dio costringe i flutti ad inghiottire la disperazione, dentro i confini di un orizzonte senza più pareti.
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L'autore
gianni manca

sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.

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Avrei potuto scrivere di più ma lo spazio è poco. (Sara Acireale)

Commenti (1)

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Sara Acireale1 luglio 2018

Ogni giorno assistiamo a uno scempio disumano... forse un nuovo olocausto? Nel nostro mare si sono moltiplicati i morti annegati dei più reietti della terra, tra l’indifferenza generale. Quello che molti non comprendono e che stiamo parlando di PERSONE che fuggono da una realtà tremenda (alrimenti non metterebbero a rischio la loro vita). Quello che noi vediamo sono le morti in mare ma prima queste persone hanno vissuto (sulla loro pelle) un’odissea terribile nel deserto libico dove sono stati torturati e le donne stuprate. Possibile che l’Italia e l’Europa non riescono a garantire un viaggio senza pericoli a queste persone? Non si devono chiudere i porti ma aprire il cuore per ritrovare la perduta umanità.