La stanza
Eccoci amico mio
vieni con noi
parleremo al tuo mondo
ai fantasmi contorti
ghiaccio la tua dea d’amore
fu medusa e tu follia
dune immonde crebbero nella stanza
tragico marmo di cenere giaciglio
ricordi i brividi nel corpo?
era amore? NO! ti prego basta dolore!
e l’immagine allo specchio?
chi era davanti a te?
versi lontani scompongono la bocca
parli al vuoto chiuso in te
alla solitudine sempre cercata
e sorridi, sorridi al vento
seduto tra gli altri
il nulla danza intorno
sbarre invisibili circondano la mente
nera e vorace d’angosce
tornerò a trovarti tra queste mura
fredde di silenzi innaturali
e ancora guarderai ridendo
l’ombra dietro di me
©
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