Canto di ricordi passati
animafrattale
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Caldo e bello è il giorno
qua e là una farfalla stanca
vola pigra verso il mezzogiorno.
Silente siedo su una panca
quando per l’aer in “Ogni giorno”
odo come eco la voce dell’Anka.
Dapprima si ferma la mente
poi esce dolce, caro bagliore
passato il ricordo prorompente.
L’animo, come colui che muore
lasciando figli, si ferma, assente
mentre i ricordi assalgono il core.
Torna la mente al vecchio giorno
affiorano i balli dei lontani
dì felici del verno, ritorno
a viverli ancora così sani
da tristezza. Spandeasi intorno
lentamente in tutti i vani
la musica lieta dei dischi,
il nostro riso nel ciel della sera
fresca e chiara. S’udivan fischi
e scoppi di petardi, trutt’era
dolce e gaio. Il giradischi
suonava forte e nell’aer v’era
quel sentor di eterna gioia
che ancor odo. Oh visioni passate
liete fresche di questa vita mia,
in un mondo inutile, volate
siete da questa greve via
tra gente che non ride. Visioni fiate
di quegl’unici giorni per me gai
or vi son sol giornate amare
vuote, tristi e sì pien di guai.
Da me si naufraga in ner mare
ed in quel soccomberò senza mai
poter novella gioia gustare.
Piacemi di quei giorni ricordare
quando nella notte si viveva
tra giochi, feste e danzare
a lungo finché forza si aveva
quindi stanco, ebbro, ritornare
al casolare e poi si giaceva
nel cor di ciò non pago ancora.
Torna la mente a ripensare
su ciò che l’era attorno allora
poi alle novelle pene amare
e giace angosciata ora
senza alcuna gioia provare
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