Silenzio
Gesuino Curreli
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Vorrei il silenzio che non c’è,
ma non quello che segue
a una voce che tace.
Vorrei il silenzio che prima era silenzio,
e poi diventa poesia,
quando lo infrange un suono che non piace.
Come se aprisse all’ anima il sipario
di un battito del cuore che separa
un nuovo corpo da un altro, e gli prepara
le braccia calde e un vivido scenario.
Silenzio.
L’attesa del brusio di una conchiglia
sull’orecchio proteso ad ascoltare
il rimestio dell’ acqua come il mare
sognato nell’infanzia. Meraviglia!
Silenzio di una notte mai schiarita,
di un’ alba sorta e non desiderata
per stare in un’ età dolce e sopita,
nei sogni di una splendida nottata.
Silenzio.
Quello che non posso immaginare,
perché faccio rumore alla tastiera
su cui batto con l’ ansia di narrare.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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s
sergio garbellini24 luglio 2018
Un poeta che sa entrare nelle cose astratte rivelandole concrete alla nostra psiche e soddisfacendo i desideri dell’anima, versi caratteristici per la sua bellezza poetica, molto concentrati nel silenzio, un elemento astratto ma presente nella nostra vita, la strofa della conchiglia è veramente meravigliosa, complimenti al poeta.
