Visioni
Giovanni Perri
487 poesie pubblicate
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vivo nella mia testa; col treno allagato non ho direzioni:
mi sposto di stanza in stanza
di fiore in fiore: sono l’ape e la sedia a rotelle,
la strada che tutta si solleva sul pianoro
e gli alberi educati,
la poesia che sfila da un cavallo di legno.
Salgo sulla città di fuoco
braciere di cupole barocche mi cerco in una scala
di mitre e coppole, sui patiboli di pescivendoli decapitati;
distinguo ogni epoca: fontane e caverne, bambini che
pisciano nel mare, fumarole dagli occhi e gatti che sembrano topi;
ciascuno dorme nel suo cavo di tufo.
Sono quel pomeriggio tremebondo di luglio
la luce che s’impiglia tra le case e le spaventa,
il vecchio che si lega il pane alla mano
mi guarda da un bosco.
©
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
non so, si sente una certa città in questi versi... (Sanzi)
Piaciuta... complimenti (Sara Acireale)
...invidiabile fantasia... (Lia)
Commenti (1)
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Sara Acireale27 luglio 2018
Al Poeta non mancano l’originalità e la fantasia e lo dimostra in questi versi suggestivi e poetici. In un pomeriggio afoso di luglio l’autore fa una divagazione su una città che conosce bene perché riesce a descriverla in modo perfetto

