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Uomini 27 luglio 2018 · lettura 1 min · 1833 letture

Il fabbricante di corde

Pasquale Farallo 276 poesie pubblicate
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L’estate era già scoppiata lungo il viale polveroso dove tu sistemavi con cura quei grossi cavalletti di legno per adagiarvi le tue funi. Famigliole spensierate e combriccole di amici tutti insieme allegramente passavamo da quel viale per andare al mare. Tu invece andavi su e giù sempre per lo stesso viale, tuo unico compagno il sole e la polvere che s’alzava che spesso tu mangiavi, insieme al tuo sudore Il giorno non passava ma alla fine di quel viale un aberrante marchingegno incessantemente girava mentre la corda s’ingrossava... Il mare era a due passi ma tu guardavi altrove, ai cortili abbandonati pieni di sterpi cresciuti in fretta sotto il sole rovente d’agosto. Era quella tutta la tua vita fabbricare grosse funi sotto il sole cocente, inclemente che ti raggrinziva la pelle e vanificava i tuoi sogni Mentre poco lontano cullati dal vento e incuranti del tempo noi scherzavamo col mare tuffandoci tra le onde alla sua frescura
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Nella mia città natale, Molfetta, in una zona desolata lungo un viale polveroso, vicino al mare, vi era un fabbricante di corde. Io ero un ragazzo, e tutte le volte che passavo di lì con i miei amici per andare al mare non potevo fare a meno di osservare quell’uomo che faceva quel lavoro così insolito e faticoso, un lavoro d’altri tempi. Era infatti l’ultimo dei cordai lì nei dintorni. Vedere quell’uomo andare su e giù nel viale sotto il sole cocente d’agosto mi dava un senso di angoscia e di pietà per lui, ma anche di mistero. Questa poesia è per te, che animasti i miei pensieri da ragazzo

L'autore
Pasquale Farallo

La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p

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