Cuore del mattino
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
stupore a ogni verso! (Felice Serino)
...davvero, davvero... (Lia)
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"Il poeta non è un fingitore/ egli è fantasma che gira per i cuori in rivolta..." osserva la piazza, la guglia, le tazzine, le mosche, le cameriere sole, nessun cenno di rivoluzione, si mischia coi bambini, prepara porte di quaderni. Il poeta non è tante cose, non è un fingitore, un infelice, un politicante, un filosofo, non è neppure un fanciullo sprovveduto. Egli è un non qualcuno, è un fantasma di tutto questo. E’ poeta, "fantasma che gira per i cuori in rivolta". Non esiste quindi una funzione sociale della poesia nel senso più elementare e ideologico del termine, ma il ruolo della poesia, semmai, è quello di concepire mondi utopici, onirici e impossibili, senza deformare, pure in poesia, il mondo in cui già viviamo. Pregevole opera!

