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Fantasia 30 luglio 2018 · lettura 2 min · 392 letture

Cuore del mattino

Giovanni Perri 487 poesie pubblicate
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il poeta si segnò con la croce e così pianse la sua voce fino al mattino, fino alla prima luce: l’ora delle agonie, per farsi resa e richiamo; riempì la bocca di vino e galleggiò per ore sterminate, perdendo terra e parola fino al mattino, l’ora degli ubriachi. Cos’è quel segno che gli sfonda il cuore? e il volto custode che trattiene molecole di un immenso dolore è un campo di scritture, un albero che brucia o sono solo versi i suoi milioni venuti a scultura dalla città più alta più bassa del mondo? Il poeta non è un fingitore egli è fantasma che gira per i cuori in rivolta esce da una tabaccheria, si perde in un gomitolo di strade, le scrive: ha nel mattino una croce, una piazza con la guglia, il tavolino di un bar; osserva le tazzine e le mosche, le cameriere sole, l’inclinazione della più piccola assenza di rivoluzione parla con i bambini di come è bello uscire al mattino nuotando nelle scaglie di luce esplose dalle monofore alte feritoie del suo cuore in rovina prepara un cortile per loro di campane di gesso, porte di quaderni e giubbini e altre antiche geografie sepolte, le ricuce nell’occhio del mondo, suo immenso guardiano di vita e di morte.
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L'autore
Giovanni Perri

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia

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Commenti (1)

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carla vercelli1 agosto 2018

"Il poeta non è un fingitore/ egli è fantasma che gira per i cuori in rivolta..." osserva la piazza, la guglia, le tazzine, le mosche, le cameriere sole, nessun cenno di rivoluzione, si mischia coi bambini, prepara porte di quaderni. Il poeta non è tante cose, non è un fingitore, un infelice, un politicante, un filosofo, non è neppure un fanciullo sprovveduto. Egli è un non qualcuno, è un fantasma di tutto questo. E’ poeta, "fantasma che gira per i cuori in rivolta". Non esiste quindi una funzione sociale della poesia nel senso più elementare e ideologico del termine, ma il ruolo della poesia, semmai, è quello di concepire mondi utopici, onirici e impossibili, senza deformare, pure in poesia, il mondo in cui già viviamo. Pregevole opera!