Poesia dei sedimenti
Giovanni Perri
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rimane il vivere, da questo lato pieno di ricordi, su questi accumuli o scoli di antiche sculture:
mettere su un’industria di cuori sottofondo,
produrre l’avanzo di storie sul resto del corpo,
commerciare fondali di parole.
Si fa una specie di ritorno per chiudersi,
un passo dietro l’altro in lentezze
come a voler aprire con un gesto
l’immenso acquario della malinconia.
Così ti penso anche se dura poco il pensiero
e si va per flutti e correnti; ti dico che c’è un dove per ogni sedimento
e sono balzi d’umore, è tutta scrittura da svuotare, perché
questo è tutto il sapere che abbiamo:
il mangiare per i gatti, l’ipotesi di un dio, un vano d’ombra,
poggiare bene la testa sul cuscino, dormire quel poco sognando la roggia e il mulino,
la sposa col pugnale di carta,
la mareggiata buona per difendersi.
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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Commenti (1)
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poeta per te zaza5 agosto 2018
Sul vivere di accumuli, di sedimenti, di cuori in sottofondo… Fare una specie di ritorno, in lentezze di passi, per chiuderci… e c’è un dove per ogni sedimento. Grande poesia sul vivere di conserva per non farci sorprendere dalla vita…

