La magia dell’amore
Pasquale Farallo
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Caligine scendeva
dai brulli ed irti colli
sospesi nella notte
che tutto oscura e avvolge
nel silenzio irreale,
e la vita era sospesa
in quelle oscure valli
così dimesse e solitarie
Solo s’aggirava un cuore
nel buio più totale
sospirando ad ogni passo
cercando il vero amore
e lo cercava ancora
anche se oramai
tutti gli dicevano
che non ce n’era più
e a lui più che ad altri
Anche il vento lo schernì
mentre il freddo lo ghermiva
ma lui non si ritrasse,
poi un dardo lo trafisse
e perse molto sangue
ma non si diè per vinto
e continuò il suo viaggio
in cerca del suo amore
ch’era tutta la sua vita
E quando poi la vide
nel suo vestito bianco
s’illuminò il suo viso
ormai canuto e stanco
e fece un gran sorriso
pur essendo in fin di vita
felice finalmente
di averla lì trovata
Poi socchiuse gli occhi
e ritornò nell’ombra
poi si librò nell’aria
fugace come il vento
poi ritornò nell’acqua
leggero come l’onda
ed alla nuda terra
da dove era venuto
Ma da quel giorno in poi
si videro due cuori
andar per la foresta
l’uno stretto all’altro
e dicono che ancora
vi si aggirano felici
per quelle oscure lande
perché il loro amore è grande
ed ora illumina la terra
©
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
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