Non frignare piÙ

Lo scrivo con
una saccastica risata,
come su un palcoscenico
con l’amata; penso che in
quel ridere, c’è tanto del
soffrire.
Ovviamente
non è possibile amare,
un essere umano se non lo
si conosce bene; questo è
vero, per esserci il culto
del sereno.
In quella sua
intimità confidenziale,
assume una piega tale da
spingere la donna a fidarsi
di quell’uomo dai modi
gentili.
Il social era
diventato il luogo dei loro
colloqui, con lo scambiarsi
i numeri dei telefoni; in quel
giro di parole, l’incontro è
fatale.
Nella spirale
del mistero, ha un’aria
soave di quell’uomo vero;
gioia nel crescere il rapporto,
valicato tra le montagne del
furbastro.
Capisco
che l’uomo fasullo sa
mentir bene, certo che lei
non ha la lungimiranza per
saper veramente quello
che vuole.
Il momento
è molto sconvolgente,
la donna pia si innamora
di quel lestofante; i furbi e i
belli, scelgono il ricco e
l’amante.
Impariamo
gioiosamente a evitarli,
vanità e felicità sono state
sempre incompatibili; tanto
vale, non frignare più nel
cercar l’amore.
©
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