Caste le pretese

Dalla sua
voce calda e molto
suadente, fa sempre e
non solo abbindolare le
figlie ... anche le loro
mamme!
In quella sua
realtà tanta dottrinale,
cerca il suo respiro calmo
come se fosse un sereno
sussurro di un sereno
mare.
A tutti teneva
in allarme, in tante e in
diverse circostanze; non
sono solo dei giudizi, lei
sperava sempre che la
capisse.
Dopo la crisi
la bocca del male no
più parla, anche in quel
pensar esasperato che
lui sistematicamente
la inganna.
Sperava in
un cambiamento che
mutasse e migliorasse
la propria affidabilità, lui
ignora quanto è soave
la dignità.
Persuaso
l’aspettava gioioso
in quel giardino pieno di
tante rose, vagando lento
e soave con quei suoi
sorrisi.
In quella
anima nuda esce fuori
la sua creatività e gli fa un
regalo, lei lo guarda e gli
sorride stringendogli solo
la mano.
Venerato
di quel gesto dei suoi
amici, si sentì assopito e
ne fu felice; i suoi pensieri
sono coese, caste le sue
pretese.
Nella quiete di
quel tramonto è la sorte,
niente più sfregia la notte;
la loro sorte nessuno la può
più imbrogliare, neppure
un vegetale.
©
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