Impressioni di primavera
mi sento graffiare dentro
i giorni avventati
del diverbio criptico
rileggo le contaminate
morti stagionali
che percorrono
i sentieri pietrosi
di estetica e abbandono
e ogni stagione
è un frammento di me
schegge d’umore
emiche emozioni
d’amore e dolore
dislessia
di sorrisi e stupore
ma alla fine sento
di non aver mai
estinto niente
ogni cosa ancora
è viva in me
con l’intero e intento
suo infracidire
è tutto così labile
da pensar che siano solo
impressioni di primavera
e stan fiorendo nuovi umori
o tornano a volare
rondini scordate nell’inverno
ho custodito i miei nidi
di rabbia e anticaglia
ho custodito i loro voli
d’inutile libertà
e qualcuno chiama diverso
colui che diserta
l’ovvio assuefarsi
dei coesi pensieri
colui che diserta
la fobia domenicale
e la sua limbica cinetica
ci si sente sempre
graffiare dentro
l’innata prigione
ma se io insinuo
di non essermi mai perso
voi direte di avermi visto
nel traffico senza uscita
di tumulti e silenzi
di ricordi e patemi
all’alba e al tramonto
di pose disorientante
ero solo fermo ad aspettare
che cessasse la pioggia
delle vostre inclinazioni
©
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Sincity
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