La nostra sera
animafrattale
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Già s’addormenta la stanca gente
e Morfeo, nel suo giro vizioso,
scende su di loro lentamente
vi plana calmo stanco ed ozioso
così l’addormenta mollemente
piacevole stato comatoso.
Lontano, dall’aperta campagna,
forte s’odon dei cani latrare.
Giù vien dalla vicina montagna
d’un fresco vento il dolce spirare
il frinire dei grilli accompagna
le cicale intente ad evitare,
tra foglie e limo, le verdi rane
nel cader lento di notte pura.
Gialli occhi di civette lontane
nascoste nella sera già scura
profetizzan pel prossimo mane,
là dai tetti, all’uomo gran sventura.
Ma già sorta è la luna a brillare
e rischiarar l’umana grama via,
illuminar nuvole e stralciare
questa nera coltre ed al mondo invia
raggi argentei per farci pensare,
ripudiar dell’oro la bramosia
lassù verso le stelle guardare,
vincere questa nostra atarassia,
dentro noi trovar noi e motivare.
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