Macerie
Accanto alla casa sventrata
le travi imploranti nel cielo
pietà.
Dorme in un sonno pesante
di ruggine e morte
il carro ferrigno.
La testa pesante gli pende di lato.
Un ramo pietoso del vecchio rosaio
l'abbraccia col tralcio bruciato
ma amico.
Un vecchio paiolo riverso
su un mucchio di braccia.
Un vaso di coccio, slabbrato
in una ferita rossigna
che pare che dolga
e ciuffi qua e là di gramigna.
Nel grande silenzio c'è come
un urlo, un crosciare di schianti
un fumido afror di calcina
alle nari
un inferno di spari.
Eppure c'è appena sommesso
un vento leggero
che passa dappresso
e ti sibila appena all'orecchio
una qualche parola maligna
repressa:
vendetta!
A morte vigliacchi:
innocenti! ...
e si perde lontano
laggiù tra quegli alberi stenti
con ciuffi sparuti di foglie
sui rami annaspanti nel cielo
stracci di nubi violette.
Intorno è deserto.
Tra le rotaie di fango
insecchite
è nata l'ortica.
Da un mucchio di pietre
lievita come un sospiro profondo...
Nel cuore c'è un risucchio
e un freddo...
è l'acqua laggiù
del fiume deviato
che specchia una lama di luce gelata
nel giorno che muore
©
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L'autore
Silviana
penso che se il mondo fosse in mano alle donne, s'andrebbe sicuramente meglio....In secoli di storia,l'uomo 'maschio ' ha fatto guerre... per colonizzare e per esportare la così detta'democrazia'' Si sa sono poeta, e cullo questa utopia..... s.
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