Appena sussurrato
Andrea Sargenti
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Attendo angoli di cielo,
scorte di pensieri congelati.
Non dovrebbe tacere la voce
che immutabile evolve
verso l’inutile passaggio del tempo.
Un treno in ritardo
un saluto taciuto
un bacio rubato,
rime dimenticate
in vasi di vetro
formate da quello
che mai potrò diventare.
Mi sorridono le voci
e mendico paure da soffrire
nella vendetta rubata di un secondo eterno.
Così si silenziano le note
e i musicanti fuggono,
m’inseguono furtivi
non accorti di questa mia facile muta trasparenza.
Appena la voce schiarita
ritrova parole,
sussurro un grido
che nessuno ascolta.
La pioggia, ritorna
nel mio ingrato sussurro malvagio.
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L'autore
Andrea Sargenti
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