Sulla strada di damasco
Inginocchiati sulle volte di altari sciagurati
volti ad arrendersi alle farfalle insanguinate,
con gli occhi protesi ad avvertire la fine
sui grappoli appesi alle pareti di un cielo squarciato.
Un paese condannato alla storia
sulle strade lastricate di un alba belluina,
dove anche gli alberi si piegano sotto il rancore.
nel silenzio di uomini senza più ragioni.
I bambini hanno smesso di cantare,
con le gole incrinate dalla polvere,
mentre con aria smarrita accarezzano i fucili,
in un’età invecchiata dalle lacrime.
Camminano sulla città sbriciolata in un muto sgomento,
lontani dalle madri avvizzite da un sordo dolore,
non ci sono più i campi da riempire di risa
nelle corse sfrenate tra i papaveri e il grano.
Come una vertigine di un sogno d’estate
avrei voluto attraversare il tempo e la storia,
per ritornare sulla strada di Damasco,
con le mani disadorne dal clamore della guerra.
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
emozionante e bella (Marinella Fois)
Commenti (1)
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Marinella Fois12 settembre 2018
quando si parla di bambini e guerre, di madri senza più lacrime, il testo, pur sublime, fa riflettere. Plauso all’autore.
