Io fremo

Io fremo nell’intercalare della notte
sotto vesti ingombre di sensi adunchi
Muove il respiro quel desiderio
fatto di carne
Mescola il sangue la chimera dei sensi
- accesi -
Un corpo fatto di dolci declini
e umidi riporti
Di mani che esplorano
- fin dove non si tocca -
Incontro di umori
- vivi -
come languide scintille
Lingue leggere
vorticano e danno brividi
spogliano pudori
e mostrano il fermento
E il ventre s’inarca
- infine –
sospira nell’attesa dell’eterno gemito
Sprofonda il suono nella bocca
d’un grido sommesso
derubato dell’umana ragione
Riconoscersi con ogni poro
anche l’anima s’inebria
e vuole assaporare
sulla pelle madida
quel nome che mordo
ad occhi chiusi
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giomiri
Scrivendo lascio piccole tracce affinché io possa comprendermi e gli altri sappiano meglio interpretare i miei silenzi... Scrivere mi regala serenità, mi riconcilia con il mondo.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi16 settembre 2018
Una poesia in cui il desiderio fatto di carne viene poetato con sostanza e acume evitando pudori nel linguaggio e soprattutto nessun luogo comune.

