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Introspezione 18 settembre 2018 · lettura 1 min · 518 letture

Il Dio

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armando mondin 232 poesie pubblicate
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Raccoglievo grappoli d’ uva trafitti da raggi solari come frecce infuocate. Le mani tremanti di vecchiezza appena giunta, timide nel tagliare il frutto della vigna. Ero forse un assassino? O un chirurgo che aiutava la vigna a far nascere il vino? In realtà, scoprii chi fossi quando qualcuno mi chiamò Bacco.
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L'autore
armando mondin

Figlio ribelle alle imposizioni stupide dell’umanità. Ragazzo e poi uomo per lungo tempo felice, sensibile al mutare delle stagioni della vita. Osservatore non sempre indenne degli umori dei tempi. Essere umano che ha voluto donare, non a semina, il proprio amore totale solo a chi lo accompagna nel tempo lungo sulla st

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molto bella e paricolare (Lidia Filippi)

Commenti (1)

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Lidia Filippi19 settembre 2018

Una riflessione interessante alla quale il poeta ci invita: la natura ci dona i suoi frutti ma noi siamo strettamente connessi con lei e possiamo aiutarla nel suo grande compito, oppure ostacolarla. Di volta in volta siamo dei che con le nostre stesse mani possiamo compiere prodigi. Molto bella e particolare.