Dedicata a un figlio
Franca Donà astrofelia
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E’ come il mare, la memoria
un passo avanti, e torna
nell’onda colma di rottami
lo strazio immane delle voci
aggrappate al legno scuro d’una croce,
una vela che ha perduto nel vento la sua rotta.
Servisse affiggere cartelli
erigere barriere per salvare
chi hai portato in grembo
e ora gioca con la vita dondolandosi
in un selfie dall’alto d’un palazzo
o sulle rotaie attende l’ultimo segnale
per fermare l’attimo nel tempo ...
io lo direi a quel figlio:
non sprecare ciò che ti ho dato
e fanne un tempio di valore
non servono cornici a questa vita
se dentro, il quadro è vuoto.
©
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L'autore
Franca Donà astrofelia
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
bella nella crudele realtà d’oggi! Complimenti! (Stefana Pieretti)
Contenuto importante, stile poetico eccelso! (Patrizia Ensoli)
, Franca (Rita Stanzione)
Commenti (2)
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Stefana Pieretti19 settembre 2018
quanto vera e dolorosa al cuore di un genitore una realtà che sembra impossibile credere. bella poesia e apprezzata!
U
Umberto Guido Franceschi22 settembre 2018
purtroppo conosco chi ha passato quel dolore immenso e non ha mai compreso il perchè. Personalmente ho sofferto per altro motivo, perché un abbandono totale ed un silenzio di anni è sempre e comunque come la morte nel cuore.

