Il giudice ragazzino
Rosaria Catania
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S’addolciscono le notti
in una estate a finire
l’autunno porterà con se la sua frescura
era un fine settembre
e tu scommettevi
su un domani migliore
sognavi di voler vivere
di libertà e onestà
così il sogno s’assopì nel sonno
sulla indifesa tua gente
erano immensi gli aranceti
color del fuoco acceso
brillavano al sole come fragili porcellane
frantumandone il domani
grappoli d’uva alle finestre
e pomodori rossi ad essiccare
muti e sordi furono i loro sguardi
nel guardare oltre l’alba
son sorsi d’aria avvelenata
allontanato ne fu il sonno
e nella paura costante
giovanissimo indossasti la toga
la cenere nera coprì di polvere
i tanti diari scritti
e le grida soffocarono l’arsa calura
rimase solo l’amaro in bocca
e la sconfitta
del vuoto impotente
un recesso aurifero nell’anima
e urla silenziose e occhi bassi di vergogna
serpenti e vipere pascolarono sulla violenza marcia
uno sparo... fuggisti via
poi il silenzio
fu calpestata la dignità umana
delle tue mani pulite
un sibilo velenoso
corrode e inasprisce
come erba putrefatta
penetrando nell’estremo urlo
alla vita perduta
annusasti la sventura
d’esser martire
e nell’immenso mare
sei stato accartocciato come straccio
nel tuo ultimo saluto
all’ amata calda Sicilia
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L'autore
Rosaria Catania
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Brava Rosaria, la Sicilia nel cuore, da (Marinella Fois)
isolana (Cagliari), complimenti! (Marinella Fois)
Commenti (1)
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Marinella Fois23 settembre 2018
ricordare la vita di un ragazzo che aveva tanti sogni di libertà, scritta con tale delicatezza da sfiorare l’anima. plauso all’autrice!

