Di pelle e di mani
Andrea Sargenti
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Tra pagine e fotografie
si contano echi del cuore
che abbracciano l’inverno,
un altro inverno che verrà.
Non è nelle parole difficili
che si possono rinoscere gli errori,
nemmeno nella paura
di strofe mal composte.
Ogni gradino della delusione
diventa gradiente,
asse cartesiano della mia follia.
Dovrei semplicemente
strappare i vestiti che ricoprono l’anima
usare parole semplici
nella nudità dei pensieri importanti.
Solo di pelle e di mani dovrei respirare.
La magia del contatto,
corpi che si ascoltano,
che ridono e piangono,
corpi che si comprendono
in silenzi piu veri delle parole.
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Andrea Sargenti
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