La sveglia dei fantasmi
Rosaria Catania
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Dicevan che cantava al mondo
era nata di marzo un po’ pazzerella
sole pioggia vento
ne eran fatte le sue carni
un po’pazzerella giusto giusto
che non le guastò il sorriso
è ben sveglia
nel mondo della sua eterna fantasia
volava lontano
oltre quel muro invalicabile
emigrando
nella sua surrealistica visione
come gli uccelli
si sentiva libera
nello spiccar il volo
oltre l’immaginabile perduta visione
ogni cellula del suo corpo
vibrava del sapere
folle
folle
follemente
maledettamente folle...
immutata tenerezza
in egual purezza disarmante
offuscata sincerità
nulla la ostacolava
nessuna barriera la fermava
il suo corpo
vibrava di sapere
al cospetto di chi
non capì
e non ascoltò la sua voce
ha taciuto ha sofferto
nel bene altrui
perduta nel fatato
gioco poetico
muta
svanì
vacillò
e mai si bagnò
nella sua tempestosa gemma
di spirito gagliardo
l’omertà infinita
nell’implacabile crudel destino
fu segnato
ti fece bella
agli occhi del mondo
libertà di parola
la bocca tua
traboccò scritti
come petali di rose
ne fiorirono in tanti
incompresa
sugli errori del passato
dolorosi da dimenticar
non perdesti la rotta
non ti scalfì
nessuna scheggia velenosa
Nulla...
Non si toccavano
non si sentivano
le vibrazioni
che albergavano in te
e dentro te
eran onde
che si infrangevano sugli scogli
si frantumavano
con dolor tuo
per ritornare
da dove eran partiti
i fantasmi tuoi
eterni amici nemici
giocherelloni beffardi
ti fecero scrivere sui muri
col l’amato rossetto rosso
sorridevi fiera alla vita
tra assaggi d’ironia
e lo sguardo s’allontanava
oltre la nebbia bianca
in quel mistico silenzio
il timbro portentoso della tua voce
di troppe sigarette fumate
mani grassottelle
e unghie rosse
con le labbra in fiamme
antica era la fortezza
rinascevi a vita
rinchiusa in manicomio
fosti miccia pronta ad esplodere
foglia radicata all’albero
prosciugasti il cielo
dalla rabbia tua incompresa
e il silenzio fu pesante
in quelle mura
Tu...
nata libera
come l’aria di primavera
la sveglia scandì i secondi
in una notte di stelle
con l’olio che scivolò
dalle tue mani sapienti
ogni tua molecola
rimase impressa
nel grande libro
risuscitò la grandezza tua
con l’amore dei tuoi pensieri
come fuoco
avvampò di calore
e prevalse il sogno in te
così i fantasmi si dileguarono
nei ricordi
su tutto e tutti...
©
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L'autore
Rosaria Catania
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
un caro saluto! e complimenti! (Stefana Pieretti)
Commenti (1)
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Stefana Pieretti4 ottobre 2018
una lirica che è un omaggio alla grande poetessa Alda, nostra musa ancor e sempre viva nel cuore di chi ama la poesia. Nata a primavera, un poco pazza ma ogni poeta è un poco pazzo d’amore per la poesia, per le parole che escono dal cuore come aquiloni liberi. versi apprezzati, elogi!

