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Introspezione 5 ottobre 2018 · lettura 3 min · 448 letture

Il Lamento dell’Airone solitario

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Oh come solitaria è la campagna! Come dormono i campi appen mietuti! Come il silenzio profondamente urla nell’eco alterna di muti singhiozzi da’ boschi, dal ruscello, e dall’Arbogna di fuggevoli rondini e pettirossi!... Fuggite, oh voi! declamo, verso l’Africa e gli eremi selvaggi, oh viaggiatori delle vette più incognite del cielo... fuggite! e qui lasciatemi così mutevolmente solitario e mesto, talvolta desiderato da’ Sogni! Lasciate la mia povera ombra oscura; e far memoria non osate, oh piume, di me, del pianto che sotto di voi sovente esprimo, le làgrime amare a stento trattenendo! E mentre errando scorro nel regno vostro di rami e ale, la Gioia cercando per gli stagni ornati di cotante appassite e vecchie tife e remiganti ninfee naufraganti nel mio occhio avvezzo all’Autunno ruggente, e mentre chieggo al Fato un po’ di pièta, a esser meco men crudel e men tremendo, e mentre Sogno, oh! trattenetemi, Anime vagabonde, nel flebile tramonto a cui cantate, perché io possa a voi essere testimone del vostro sonnecchiante ultimo sonno in codeste pianure, come voi siete ombre sopra la mia solitudine odiata! E maledite il mio Destino! Fate che sia mònito a’ Sognatori! E poi volate via!... Oh come solitario m’è rimasto dipinto con il sangue della sera e della Notte con l’inchiostro amaro del vecchio iris il mio campo preferito! Come dure mi sono e ben sgradevoli le stoppie del granoturco, e le ripe, e le risaie prosciugate e mietute, le quali si riposano attendendo un lontano versorio di fatica e di tormento! Come invecchio agli occhi d’una mai colta Vita! E come tremo!... Io... al centro delle fanghiglie... io, al centro d’un campo, con il becco vergognoso nascosto nelle mie ale... io solitario nel vacuo spazio d’immane orizzonte... con le zampe affogate in freddo fango... io, che sento d’intorno rimbombar gli ultimi spari della nuova caccia... Oh! Potessero almeno seppellirmi le tue mani, oh Gioia, che m’ignori e taci, quando diman troverai camminando un airone defunto, il cui sembiante muta canzone ne canta per te! O potesse un tuo bacio ridonarmi quella Vita che questo oscuro Autunno con i miei Sogni m’ha portato via!... Ma la Notte sovviene... urla... ed è truce! La Notte mi divora.
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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