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Riflessioni 7 ottobre 2018 · lettura 1 min · 961 letture

Il pazzo

Marco Galvagni 137 poesie pubblicate
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Il pazzo è un vino diverso che sa di more, un lampo nel buio che reclama attenzione. E’ l’anomalia d’oggi, mondo corrotto, ti esige nello schema come un’immensa catena dove ognuno recita per sé, monotona cantilena che non ammette diversità. E’ il gatto di marmo dalle sette vite che ghigna beffardo; il cane sciolto, il nodo mai risolto. E’ la noia, la noia, i rintocchi d’un vecchio orologio a cucù che canta le ore della notte, il silenzio franto dallo sferragliare della ferrovia. E’ un frutto mai raccolto, un granello di sabbia senza gravità che vola nella luce del mattino e si deposita poi a sera senza aver mutato la geografia del proprio destino.
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L'autore
Marco Galvagni

Marco Galvagni (Milano, 1967) è poeta, saggista e critico letterario. Ha pubblicato undici raccolte di poesia: Nel labirinto (Montedit, Melegnano 2001), L’arcobaleno, ivi 2002, Nel germoglio vergine, ivi 2003 (Premio Nazionale Falesia, Piombino 2004), Il gomitolo dei sogni (ilmiolibro, 2010), Profumo di vita (CTL, Liv

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Mi hai fatto riflettere Poeta sf (Sara Acireale)

Commenti (1)

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Sara Acireale7 ottobre 2018

Il pazzo è un vino diverso che sa di more, un lampo nel buio che reclama attenzione. Questi due versi mi hanno fatto riflettere molto, il pazzo è colui che tutti additano come diverso però (nel contempo) reclama attenzione ed è per questo motivo che vuole distinguersi, comportarsi in modo apparentemente anomalo. Non riesco a capire però qual’è il limite, il filo sottile che separa la normalità dalla follia o... forse siamo tutti un po’ matti. Chissà!