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Uomini 8 ottobre 2018 · lettura 2 min · 1561 letture

La peppola

Rosaria Catania 568 poesie pubblicate
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Saran diavoli acrobatici esaltano con il dolore il lor bel canto piccoli festosi uccellini nella reti vanno a sbattere con le ali rabbia e delusioni in un venatorio massacro crudeltà regalata dell’orgoglio del cacciatore. La sua bisaccia porta con se la morte con il fucile passandone dall’oblio al sacrificio dell’impotente vita. S’infrange l’angoscia sulle piccole vite impaurite un volo uno sparo e tutto intorno si fa silenzio. Quel mostro in sè porta male al piccolo uccellino incaprettato e cieco con i suoi occhietti spenti da una crudele mano. Un mozzicone di sigaro fu la sua fine Ne canta fortemente il suo dolore. in un inconsapevole melodia per richiamar a se gli altri sventurati. Saran fughe di proiettili lanciati su polvere infetta e su sangue innocente cadranno con uno sbatter di ali al vento uno dopo l’altro dal fucile di quel cacciatore onnipotente, forte, bravo e sapiente sarà un’elastico tirato e ben teso prima o dopo si spezzerà per colpir voi con la stessa sorte son cuori di pietra s’afflosceranno alla pietà del perdono deponete quei maledetti fucili e fateli vivere volare e cinguettar felici
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