L’ultimo gioco da Aleppo
Nadia De Stefano
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Stendo le braccia nell’ultimo gioco...
L’ultimo gioco è stato quello dei “grandi”
sulla mia breve carne
sulla mia piccola vita
io non sarò mai grande
Non sentirò mai più
le risa di babbo inseguendo aquiloni,
e la mano di mia madre
pettinarmi ciocche ribelli di vento
L’ultimo gioco lo faccio da sola
con il silenzio che s’addensa
sulle macerie, sui corpi muti
e mutilati dei miei amici
addormentati per sempre, come me
su queste strade di sangue, detriti e polvere
Si solleva e s’adagia come neve
su ciò che resta delle case
si insinua tra le cose che erano vive
modificando i ricordi
annullando il domani
Mi pesa sugli occhi quest’ultimo sonno
Nel troppo silenzio
interrotto solo dalle bombe
che hanno disintegrato i miei sogni
nella dignità che non avrò più
nel futuro che mi è stato negato
nell’indifferenza di uomini
senza ricordo di madri
dimentichi di esser stati figli
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L'autore
Nadia De Stefano
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
In condivisione ideale. Bellissima poesia. (Francesco Rossi)
bellissima! complimenti poetessa! (Stefana Pieretti)
tocca il cuore, molto bella (Anna Atzeni)
Commenti (2)
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romeo cantoni15 ottobre 2018
...Non si può rimanere indifferenti ...bellissimo Canto che invita a meditare su questa nostra umanità votata alla distruzione dei valori veri della vita... la Speranza si allontana a grandi passi... non ci resta che piangere...
Stefana Pieretti16 ottobre 2018
una lirica colma di dolore ricordo ... bella in ogni verso, scritta mirabilmente molto ammirata! Forte emozione! Elogi di cuore!

