Extendar
Disgregata e lacerata la chiave all’architrave degli alfabeti cosmo radianti stracciò scombinandole pesò permutando in desertiche leggi d’assenza i tratti bianchi della colpa trasmutante nel tempo dei corpi neri di cooperazioni sepolcrali di dieci interfaccie per venti braccia e penducoli da forca
I surgelati dispiaceri di ectoplasmi nutrienti la biomassa pantanica il numero delle mancazioni chiamò e, sudici massi, densissimo fumo, sozze radiottività crogiolanti, eidomatici commutatori, neoplasie feraci, cumuli di antirifiuti corposi, chelaggiche smembramenta scoriali infuse perenni flocculari esogeni di osmointolleranza perniciosa, monitorali avvistamenti di sbrodi e radica di mala pianta morbata: di che sapore è l’oro?
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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