Il risveglio
Pian piano, lentamente,
sorge il sole ad occidente.
Le palpebre si stringono
per chiudere la luce.
Dormire ancora un po‘,
sognare nuovi sogni,
sperando, ad occhi chiusi
di rendersi felici.
Voci di soprassalto,
il giorno s’ è inoltrato,
la gente va furiando
di consapevolezza.
Soffia una lieve brezza
accarezzando gli occhi,
che ancora stan gravando
per continuare il sonno.
Pensieri frammentati,
di ciò son fatti i sogni,
ragionamenti interi,
diventano pezzetti
che il sonno poi ricolloca
dentro alla biblioteca.
Così la mente umana,
non proprio quella sola,
infatti accade pure
a chi manca la parola,
lavora alacremente
per riordinare quello
che sia lucidità.
E intanto senti forte
l’abbraccio della vita,
che sai, deve riprendere
a breve, immantinente.
Cosa stavi sognando,
cos’era quel pensiero,
fruiva dei colori
oppure in bianco e nero?
Ma non te lo ricordi,
sta chiuso in un cassetto
che s’ aprirà al momento
per cui ti servirà.
Sembravano le stelle
ma forse erano solo
le luci di un soffitto
sotto di cui dormivi.
E sopra questa Terra,
col pavimento piano,
cominci a camminare,
che sei di nuovo tu.
©
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L'autore
Alephso
Qui rendo me stesso, scrivendo attento l'opinabile sentire che ascolto nel mio essere inintelligibile.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Buongiorno x tutto il giorno. Mi piace. (Francesco Rossi)
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