Si raccorcia il vento
Qui pescano tutti
e non solo pesci
a doppia coda magari
in una zuppa
di trucchi di palato
mescolandosi a una pausa
d’un tempo teatrale
riflessi a specchi lunghi e lucidi del giorno.
È il gesto dell’occhio strizzando
la rete intorno alla lampara.
Un velo da dare tempo
ammutolisce anche la luna
in un altro quadro.
Si raccorcia il vento
come un tremito tra le gambe
chiamato a timidezza
rincasando piatto spiffero
tra orecchi nella cuffia
del bavero esistenziale
compagno d’un lampione
a fianco di un’ombra sulla panchina.
Pensa e fischia umano
confessando gli anni che si negano
di chi ha pettinato a terra
in ogni nodo sciolto
o sul mare quando galleggia l’olio
specchio del cielo
com’è naturale risollevare
passaggi inascoltati
seppur sentiti.
Si passa da una mano all’altra
il corrimano
ansimando
come alla rampa delle scale.
La nostra identità
in una fila
è sempre d’altri.
©
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Commenti (1)
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M
Maria Francesca8 maggio 2006
bellissimi versi, sei veramente, ancorato alla realtà. E' piacevolissimo ed emozionante leggere ogni tua poesia.