Smembrata

Offro questo corpo nudo
al cuore della tempesta
perché il vento lo strappi
come farebbe con un vestito lacero.
Ed i capelli li sciolgo,
un dono per la nebbia,
che li usi come nuvola scura.
Le mani, le dita, se ne servano gli alberi
come protesi per arrivare meglio al cielo.
Gli occhi restino guardiani
a vigilare sugli esseri indifesi.
E se la voce avanzata è sufficiente
per un ultimo canto,
la poso tra le tue labbra.
Ed ora fatta a pezzi, smembrata
mi restituisco all’universo.
Le forme sono inganni temporanei.
I nomi dati alle cose
sono riferimenti effimeri.
Il visibile torna all’invisibile.
Non confonderlo con il non esistere.
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S
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L'autore
Sabyr
Amo la poesia e l'arte...tutto ciò che esprime emozione...Mia nonna era poetessa e credo di avere ereditato da lei questa passione...Amo il mistero e tutto ciò che non è banale e scontato. Non amo parlare di me. Spero lo facciano le mie poesie...lì metto tutto quel che sono, la mia forza, la mia fragilità, i sogni, gli
Commenti (1)
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romeo cantoni2 novembre 2018
...Spero che gli dèi si commuovano e ti ricompongano in tutta fretta e ti rispediscano giù sulla Terra e poter così continuare a leggere le tue liriche...; una carezza Sabyr...