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Famiglia 8 novembre 2018 · lettura 1 min · 820 letture

Lettera di un padre a suo figlio

Pasquale Farallo 276 poesie pubblicate
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Con calma e con dolcezza come sempre ti avrei parlato e con il cuore in gola negli occhi t’avrei guardato se non ti fossi allontanato... Ti avrei donato dei consigli, accarezzato la tua fronte ed ascoltato la tua voce non a parlare invano a questa tua sbiadita foto Ti avrei parlato del mio ieri di me e di te e del tuo futuro, di tutto quel che insieme avrei voluto fare per starti più vicino Ti avrei accompagnato ovunque per il mondo tu volevi andare ma tu non hai voluto hai preferito andar da solo Lontano dal mio cuore posso solo immaginare per quali strade vai e ora con chi sei com’è stato il tuo giorno e domani cosa farai... Ma se m’invocherai io sentirò il tuo richiamo e ti verrò a cercare ovunque tu sarai e allora nei miei occhi, lucidi di pianto Tu vedrai un padre che ha sciolto tutti i lacci, che ha smesso di lottare e vuol solo ritrovare quel figlio ch’era smarrito
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Questa poesia l’ho scritta tempo fa per un mio amico che ha perso l’affetto del suo unico figlio a causa di una separazione, ma è dedicata a tutti i padri che soffrono per analoghi problemi. Un padre non può essere esautorato dalla sua funzione genitoriale a causa di una separazione. La paternità è sacra almeno quanto la maternità e non può essere messa in discussione, non si può fare il padre a tempo determinato o intermittente, o peggio essere trasformato in una sorta di bancomat. Certe madri che sottraggono i figli al loro padre in realtà fanno solo del male ai figli che dicono di amare.

L'autore
Pasquale Farallo

La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p

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