Dio dei miei versi
Dio dei miei stesi versi,
figli di lunghe mie notti bianche
e dei miei aggrovigliati pensieri
che non mi sono nati ieri
e spaziano da Abramo
fino a l’ultimo dei papi,
non si inceppano sul Calvario,
neppure nel giorno della pasqua
si fanno lunghi e duri
in quel semplice verso,
che mi esalta e mi demolisce:
"Sono il figlio dell’uomo"
Ma c’è sempre un’alba
che mi corre in aiuto,
una grande e una piccola donna
che mi danno qualche certezza
e cammino su mie quartine
che scivolano e si aggrappano
a preghiere mai scritte
ma il cuore del cercatore...
le sa far nascere.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
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