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Sociale 21 novembre 2018 · lettura 1 min · 1785 letture

L’emarginato

Francesco Cau 107 poesie pubblicate
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Come soffio di vento giro a cuor contento, del passato non mi pento. sul mio viso piaghe del tempo per un disfacimento lento. Mi sveglio e guardo attorno tutt’attorno un gran vuoto, con l’angoscia che mi prende nel vedere la gente, che guarda in modo insistente la mia immagine sovente. Mi chiamano barbone ma un tempo ero signore. Droga, alcol e sesso han fatto di me un cesso. Un emarginato mi chiamano così, gli umani non possono capir. Ma tengo Dio nelle mani come un passero al sole e nessuno mi dà più amore perché vivo e poi muoio.
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