Niente di sicuro
E soffia anche tu il mattino
bocca che esci
dal vialetto sotto casa
che mi scordi
vergine affanno
calma
che lascia fuggire
sul vuoto foglio
di riga in riga
ogni parola
che ha dormito sul sudore dei sogni
gettando una copertina su tutto
velo di polvere.
Sul piatto che piange
niente di sicuro
solo me stesso
al dente di latte.
Così una lente fruga
l’inerzia del destino
i frantumi di forbici tremanti
le sillabe del mio nome
le foglie tenere
puzzle di ritagli
bambino trascinarmi raggio
che ha voglia di camminare.
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Commenti (1)
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Maurizio Spaccasassi18 dicembre 2005
bellissima riflessione scritta dando voce a questa stupende poesia. saluti mauri
