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Poesia 14 dicembre 2007 · lettura 1 min · 1792 letture

Mejo finto che morto

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Gian Franco Dandrea 232 poesie pubblicate
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Come i buciardi famo a nu' zapello, che le piante so’ esseri viventi, basta penza' d’estate che macello, je damo foco pe’ vedelle ardenti. ‘Nvece a natale che c’è ‘r bambinello, semo ppiù bboni e ppiù soridenti, così ce l’addobbamo ‘n arberello, du' angioli du' palle e du' pennenti. Ma quanno la bbefana se n’è ita, li pini c’hanno la condann’ a mmorte, drent’ a ‘n zecchione fenisce la partita. Si vvolem’evita’ ‘sta bbrutta sorte, e lascia’ vive’ chi ar monno c’ha vita, compramoseli finti mille vorte.
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L'autore
Gian Franco Dandrea

Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale

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