Mejo finto che morto
Come i buciardi famo a nu' zapello,
che le piante so’ esseri viventi,
basta penza' d’estate che macello,
je damo foco pe’ vedelle ardenti.
‘Nvece a natale che c’è ‘r bambinello,
semo ppiù bboni e ppiù soridenti,
così ce l’addobbamo ‘n arberello,
du' angioli du' palle e du' pennenti.
Ma quanno la bbefana se n’è ita,
li pini c’hanno la condann’ a mmorte,
drent’ a ‘n zecchione fenisce la partita.
Si vvolem’evita’ ‘sta bbrutta sorte,
e lascia’ vive’ chi ar monno c’ha vita,
compramoseli finti mille vorte.
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L'autore
Gian Franco Dandrea
Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale
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