L’uovo cosmico
Il Cosmo era tutto dentro un nucleo inerte
nel grembo oscuro e senza tempo
di un Dio indovino che cercava amore
Per stupore o per tristezza
fece qualcosa di imprevisto
e spazio e tempo
in un lampo di luce
volle
e luce fu
Un momento dopo stette a guardare tanta bellezza
che nemmeno gli sembrava possibile
Si commosse alla danza del turbine di lampi e schianti nel buio
mai era stata creata
mai fu più vista
Il Cosmo fino a quel punto era entropìa pura
La bellissima cura alla noia di un Dio solo
che aveva dato inizio a qualcosa di ancora informe
Andò poi organizzandosi e trovò un suo respiro
espandendosi
come il polmone di un gigante infinito
e contraendosi
come volesse ritornare a rinchiudersi nell’uovo
Vaghiamo adesso su una scialuppa di polvere
fra luce e tenebra in una galassia leggera
Sognamo di comprendere il Cosmo
il tutto e cosa sarà
dopo di ora
prima di noi
Ondeggiando appesi al filo della Luna
che piano piano
vola via
©
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Molto profonda, con qualcosa di lucreziano. (Antonio Terracciano)
Molto più che piaciuta. (Mau0358)
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