Di traverso
Daniela Dessì
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Mi guardo di traverso e scorgo
ombrose decomposizioni
dell’anima negletta.
Un’anima senza volto
che si riflette in se stessa,
castigata dal giudizio severo,
sconfessa il male e il bene dell’umana consistenza.
Anima fatta di cielo,
tappezzata di abiti colorati
che sfrangiano le nuvole alla luce del sole.
Sapessi parlare al vento,
mi librerei nel pulviscolo di polline,
per posarmi sui fiori
e fecondare la bellezza dell’amore
che s’insinua nell’aria di verde campagna
rigogliosa.
Ma il vento non ode che l’eco tra le montagne
a racchiudere la rapacità di un falco
pieno di grido assetato,
con affilati artigli infilza la terra calpestata
dall’orrore del mondo.
Così lo guardo
con occhi innocenti,
a ritroso la vita riconquisto,
nutrendomi di pane e spirito,
l’ostia del vino che dissangua dalla sete
di verità e giustizia,
sopra l’umano patibolo
della nostra croce.
©
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
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