Quattro stagioni per un anno
Salvatore Pintus
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Inverno
mi solleva
da polverosi pianti;
puoi toccarne i silenzi
di ghiaccio
che confondono il tono
delle parole,
calde e gioiose nella grotta santa.
Ricorrenze, memorie,
a dar luce e pace tra le genti;
mia madre,
a gioioso annuncio
del fervore nei seminati campi,
al livido mondo gli occhi m’ha aperto,
Capricorno tenace e ambizioso.
Primavera,
mondo ch’esplode
tra colori e promesse ai confini del cielo;
nubi d’incerto bianco,
tepida luce
approda lungo il fiorito colle,
ch’è gioia camminarci.
Danzano l’emozioni,
inseguono usignoli,
a meraviglia rinnovar di bimbi,
e memento in continuo divenire.
Miro lo stelo verde
della spiga di grano, e le vestali,
di fresie e di ginestre adorne
offrono sacrifici per la fertilità
dell’anno nuovo,
e per Marte, a governar l’Ariete.
Estate
luce di vivido grano
che dora i campi fin dentro i tuoi occhi,
feritoie da splash down;
t’ho atteso sull’amaca
sospeso nei miei dubbi,
ai piedi del baobab,
in compagnia
d’una cicala in occhiali da sole,
che canta stornelli sulla spending review.
Vieni mia amata, t’aspetto in piedi,
ai bordi del giardino Letnij sad,
dove il Leone dà un senso all’esistenza.
Autunno
metafora
del declinare maturando,
felice cornucopia con Pluto e Scorpione;
dona gioia nei cuori
dal primo vino, all’olio ch’è calore
anche per l’umile desco;
brilla nel riccio
il seme di castagna
e ride il melograno
verde e rosso esplosivo;
natura generosa sei sale per la vita.
Com’è luce il Divino
che ognissanti ritorna
a dar fiato alla fede;
quel fiducioso assenso di Maria.
Grande come il creato!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Salvatore Pintus
Sono nato a Sassari. Mi piace scrivere, leggere, e mi piace sperimentare generi di poesia. Non è da molto che lo faccio, e vorrei proseguire, in totale armonia col microcosmo di scrivere. Sogno di scrivere, tra qualche mese, delle poesie nella mia lingua d’origine, il sardo. Tuttavia non mi sento ancora pronto.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
...come un Calendario poetico e sapiente... (Lia)
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