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Uomini 20 gennaio 2019 · lettura 2 min · 974 letture

Alla consanguinea gente

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MattiaFring 2 poesie pubblicate
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Discorrendo tra sé e sé, nella plumbea sera del dì di Giove. Qual cupo soliloquio nella soleggiata casa de’ suoi procreatori. tribolazione delle tribolazioni. Quando fior nascituro lo sguardo della madre lì si posa, quiete e tenerezza nel cor suo. Ma quando grande il fior diventa, odio innaturale che il core si spaventa. Eppure, nei meandri della mente sua l’amor sona forte e costante, come un astro che il cielo illumina, come il Padre che amore infonde. Umana maschera natale, per l’affetto cosa fatale. Barbaro alterco, la voce alzando, in un crescendo di rabbia e di odio. La madre il figlio ripudiando, il figlioletto l’altro nella mente singhiozzando. Ignoranza dell’umana specie. Colui che poco è sano, si riduce al meno sagace. Ai piedi di Satana quelli si prostrano. Alterco degli alterchi, che l’umano animo rovina. Parricidio nella psiche. La famiglia in decadenza, che tristezza nel core incute. Famiglia avvilita, Famiglia decadente, Famiglia omicida, l’animo uccise a colui che non mente. Nella casa felicità trovai, e rifugio per il senzatetto che scappa dall’umano abietto. Padre onnipotente, che l’uomo perdoni, redimimi dal peccato, non lasciarmi in tentazione, dai consanguinei costante aberrazione. Depressione umana, odio verso cotesta specie. Demoralizzazione dello stolto e rafforzamento del saggio.
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