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Ribellione 20 gennaio 2019 · lettura 3 min · 801 letture

Tovarisch

Willy Zini 307 poesie pubblicate
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Vi vedo correre e ciarlare correre e ammazzare correre e scemare lentamente, inesorabilmente. Tutto è sotto gli occhi di tutti ma nessuno vuole vedere, si assiste all’imbruttimento impotenti mentre le stesse facce le stesse vite le stesse maledizioni scorrono in pellicole in bianco e nero vecchie espressioni e vecchie contorsioni che hanno vissuto le stesse medesime magagne vendicando improbabili eredità assassinando in nome dell’avidità - sanguisughe fraudolente - in fin dei conti condannate al suicidio involontario dalla loro stessa condotta. Svincolati dal ricordo prossimo eccoli tornare: li vedo ancora lì, a nascondersi tutti mascherati dietro una tastiera, i vendicatori da quattro soldi, ossessionati dall’attimo e assetati d’immediatezza. Instagram come El Dorado la Politica si rispecchia nella sua inconsistenza: l’immagine, lo specchio, la povertà d’intenti e d’animo che dal piccolo esponenzialmente nel grande si sublima nell’orgiastico Nulla di questa inutile epoca violenta che rigurgita slogan e brutture antiche, mascherate di machismo. Uomini! Stiamo perdendo la rotta, stiamo facendo schifo: la politica è sempre lo specchio della società e ogni giorno sento parole, luoghi comuni, modi di dire che vanno incattivendosi. Arrivano gli anni venti, tremano le vetrate, presto o tardi che sia, (ma che dico, ORA) bombe vengono vendute in soldoni, e i vostri e i nostri culi vengono riscaldati (anche) dai soldi di quelle stesse armi che trucidano innocenti in regioni remote, nere, dimenticate che scatenano ondate di uomini, masse di gente, popoli abbrustoliti non soltanto dalle guerre ma dalle angherie della natura. Una realtà morta e dimenticata ancora prima di nascere - bombe demografiche - il mondo è già cambiato e noi non possiamo dimenticare l’importanza inestimabile del ricordo. Ricordare è l’istanza più rivoluzionaria ai tempi della dittatura dei likes. La nostra bomba atomica è la consapevolezza - non dimenticarsi mai di ricordare - il ricordo genera consapevolezza che genera azione – l’umanità deve riorganizzare le proprie fila e non bisogna scannarsi per trovare nuovi equilibri. L’animale va addomesticato con pazienza e fermezza. L’ignoranza è il passaporto del nuovo millennio: ci vuole educazione militante, c’è bisogno d’umanità! Non è questione di clichés ma di quotidianità. L’assuefarsi d’illusioni non può essere la scusa per un nuovo genocidio. Nel piccolo ci sono gli stessi atomi immortali così come nel gigante: siamo uno e siamo tutto e siamo Niente. Ma, quantomeno, siamo. Ricordatevelo sempre.
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Paul Klee (1879 - 1940) Grenzen des Verstandes [Bounds of the intellect], 1927 - Collection of Modern Art in the Pinakothek der Moderne in Munich

L'autore
Willy Zini

Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I

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