Tovarisch
Willy Zini
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Vi vedo correre e ciarlare
correre e ammazzare
correre e scemare
lentamente,
inesorabilmente.
Tutto è sotto gli occhi
di tutti
ma nessuno vuole vedere,
si assiste all’imbruttimento
impotenti
mentre le stesse facce
le stesse vite
le stesse maledizioni
scorrono in pellicole
in bianco e nero
vecchie espressioni
e vecchie contorsioni
che hanno vissuto le stesse
medesime magagne
vendicando improbabili eredità
assassinando in nome dell’avidità
- sanguisughe fraudolente -
in fin dei conti condannate
al suicidio involontario
dalla loro stessa condotta.
Svincolati dal ricordo prossimo
eccoli tornare:
li vedo ancora lì, a nascondersi
tutti mascherati dietro
una tastiera, i vendicatori da quattro
soldi, ossessionati dall’attimo
e assetati d’immediatezza.
Instagram come El Dorado
la Politica si rispecchia nella sua
inconsistenza: l’immagine, lo specchio,
la povertà d’intenti e d’animo
che dal piccolo esponenzialmente
nel grande si sublima nell’orgiastico
Nulla di questa inutile epoca violenta
che rigurgita slogan e brutture antiche,
mascherate di machismo.
Uomini!
Stiamo perdendo la rotta,
stiamo facendo schifo:
la politica è sempre
lo specchio della società
e ogni giorno sento parole,
luoghi comuni, modi di dire
che vanno incattivendosi.
Arrivano gli anni venti,
tremano le vetrate,
presto o tardi che sia,
(ma che dico, ORA)
bombe vengono vendute
in soldoni, e i vostri e i nostri
culi vengono riscaldati (anche)
dai soldi di quelle stesse armi
che trucidano innocenti
in regioni remote, nere, dimenticate
che scatenano ondate di uomini,
masse di gente, popoli
abbrustoliti non soltanto dalle guerre
ma dalle angherie della natura.
Una realtà morta e dimenticata
ancora prima di nascere
- bombe demografiche -
il mondo è già cambiato
e noi non possiamo dimenticare
l’importanza inestimabile del ricordo.
Ricordare è l’istanza più rivoluzionaria
ai tempi della dittatura dei likes.
La nostra bomba atomica
è la consapevolezza
- non dimenticarsi mai di ricordare -
il ricordo genera consapevolezza che genera
azione – l’umanità deve riorganizzare le proprie
fila e non bisogna scannarsi per trovare nuovi
equilibri. L’animale va addomesticato
con pazienza e fermezza. L’ignoranza
è il passaporto del nuovo millennio:
ci vuole educazione militante, c’è bisogno d’umanità!
Non è questione di clichés
ma di quotidianità.
L’assuefarsi d’illusioni non può essere
la scusa per un nuovo genocidio.
Nel piccolo ci sono gli stessi atomi immortali
così come nel gigante:
siamo uno e siamo tutto e siamo Niente.
Ma, quantomeno, siamo.
Ricordatevelo sempre.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Willy Zini
Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I
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