Rintocchi di campane

Puntiglioso rintocca il campanone
del paese, di un giorno che scorre
affaccendato nell’apparir sornione...
Quale salda mano ne cinge le corde,
le tende, le tira e si fa carico del tempo,
mi lacera quel suono, ce l’ho in grembo...
Scardina la mia solinga parte, tutto sordo morde!
Una nube, corvina di ricordi, minacciosa
si prende il Sole, la pelle di un’anima uggiosa
scopre ferite ancor aperte, pioggia battente
mi assale, cerco riparo tra le voci della gente...
O del vento che, delle parole rompe le barriere,
così in alto, leggere, salgano le mie preghiere!
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