Il conte e il pappagallo
L’aveva trovato bene in vista
nella cassetta della posta
ed era ben protetto da una busta
il messaggio, che in effetti attesta
che la sua signora è disonesta:
sembra quasi il tocco di un artista
ma l’informazione un po’ funesta
dà da pensare al nobile attivista
e per ottenere una risposta
decide di parlare con Battista
il pappagallo dalla faccia tosta
che ogni tanto concede un’intervista:
e sta cercando nella casa vasta
sperando di trovar quell’umorista.
"Ciao" dice allegro il pennuto
come di consueto, molto acuto
appena vede il conte col biglietto
diventando all’improvviso arguto":
"dimmi cos’è successo, rimbambito
se m’hai cercato pure sotto il tetto":
"dalla faccia mi sembri impensierito
e mi cercavi come un disperato
come se ti avessero svelato
che un amico fidato ti ha mentito":
"come se ti avessero tradito
e volessi sapere del misfatto":
"ma io sono un volatile corretto
e non rivelo mai ciò che ho veduto".
"Allora è vero quello che hanno scritto
e tu mi occultavi tal misfatto":
"te lo chiedo con l’animo umiliato
a te che vanti un acume appuntito
dimmi tutto quello che hai veduto
e chicchessia a combinare il fatto":
"per favorirti ti verrò in aiuto
facendoti un segno con un dito
e cerca di rispondere con tatto
facendo il nome di quel gran cornuto".
"Ebbene ti dirò cos’è accaduto
rammaricandomi d’aver ceduto
solo perché infine mi hai forzato":
"ma non successe nulla di azzardato
neppure una carezza a pizzicotto":
"in sala se ne stavano seduti
lontani, dall’uno all’altro lato
lui le ha donato un fiore
dal colore scarlatto
Lei se lo strinse al cuore
e annusando l’odore profumato
con le labbra schiuse l’ha sfiorato
poi congedava il mesto spasimante
e lui si dileguava assai prudente".
"Questo è tutto quello che ho veduto
ma qualcuno nell’anonimato
ti ha voluto rammentare il fatto
per le tante volte che hai tradito
e aspettando il momento del riscatto
se la teneva ben legata al dito
col fine di vederti un po’ contrito
e il diletto di averti castigato".
"Ora, ascolta il consiglio del pennuto
che tutto ha sentito ed osservato
smettila di far lo scellerato
o finirai per essere cornuto".
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L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
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Ottimo il consiglio di quel pennuto! (Antonio Terracciano)
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