"La morte psicogenica"
Stefano Drakul Canepa
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- Isolamento sociale -
Da quel tempo
ho spento la luce
e non parlo con nessuno
qui fra queste mura
Manca l’aria
per lunghi giorni
e penso a cosa potrei fare
ma il mio cielo è vuoto
e il vento soffia ancora.
- Apatia -
Mi alzo tardi
e qualche volta sogno
ma mi sveglio
senza il respiro degli anni
Nessun dolore
e non reagisco al nulla
quante volte
potrò ancora tremare
Senza spegnere il mattino.
- Abulia -
Non ho più pensieri
il buio vibra
di cose passate
dal destino alla strada
Qualche macchia sulla pelle
è diventata
la mia anima nuda
e la polvere mi spegne
Ogni gesto costa.
- Acinesia psichica -
Ho dolore sulle mani
e non stringo i pugni
per non sentire la sabbia
che mi scorre fra le dita
Niente importa
a queste vane stelle
il velo delle ombre
è stato pronunciato
Molte volte ancora.
- Morte psicogenica -
Forse se mi parlassi
per una volta potrei morire
senza un rimpianto
fra le mie mura antiche
Non ho peccato
per lunghe ere
ed ora mi spengo
nel buio della stanza
Con il breve silenzio
delle notti.
©
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Stefano Drakul Canepa
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