Acquaresi
Francesco Cau
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Tristemente villaggio minerario
sul punto di sprofondare,
dall’altura dove si vede il mare,
scomparendo nell’oblio della memoria
dove non c’è né arte né storia.
Sud Sardegna,
dove d’asfodelo tutto s’impregna,
tra Masua e Buggerru,
i ruderi del piccolo ospedale
tristemente da ricordare
per chi si fece molto male,
oggi rifugio di greggi di capre
che guardano incuriosite
il turista
tra rami e fiori di ginestre.
L’unico segno di vita
rimasto ad Acquaresi,
un dì regno di minatori,
solo misere abitazioni,
la palazzina della direzione,
la bella chiesetta
a Sant’Antonio dedicata
con il suo piccolo campanile.
L’interno è spoglio,
un solo modesto altarino,
dove un tempo si pregava con orgoglio.
In mezzo ai crolli
sembrerebbe
per sempre cristallizzata,
come i minerali che da lì s’estraevano.
Nel secondo dopoguerra
il suo declino.
Quante emozioni
in quei luoghi che il tempo tramutò
in macerie e che questa pioggia
fuori tempo ch’erode l’anima
annullando ogni pensiero.
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Francesco Cau
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bella! Complimenti! poeta (Stefana Pieretti)
Commenti (1)
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Stefana Pieretti5 febbraio 2019
Acquaresi il poeta illustra nei versi una triste realtà, nella visione di un villaggio dove ormai vi sono solo rudesi e pur in tanta tristezza si vede la selvaggia bellezza di una terra che non ha eguali apprezzata!

