"Il seme di Dio"
Stefano Drakul Canepa
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Ricordo la stanza fredda
e la luce ambrata
che si rifletteva sulle guance
ancora bagnate da spille di sale
Qualche passo lento
e un bacio scambiato per dispetto
quando la porta si chiudeva
fra noi e i miei sogni
Qualche stella spenta
dai lampioni grigi della strada
e una sigaretta accesa
in attesa dell’ora d’amore
Un regalo della luna
affidato ai dubbi del fiume
e un seme di Dio
consegnato alla terra delusa
Dai frutti di primavera.
©
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Stefano Drakul Canepa
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