Deserto canto d’allegria
Facili note in fuga
da un flauto stonato
eppure note.
Infondo un’anatra
è sgraziata nel suo canto
quanto la bilancia dei suoi piedi
mai ponderati
alla piccola cala dolce salata
della foce
dove arrivano solo
le unghie delle onde lunghe
e il mignolo d’un rigagnolo.
Ma si dice che sia canto.
Quand’è caso
tra il canneto
che fa da esca
capita qualche pescatore di rane
già ferito nell’orgoglio
nel suo cappotto al bolentino.
E il canto riprende cantilena
in un giustificarsi e altro
che non risparmia
ed allunga il verosimile
tra naso e becco.
Intanto
muto
in questo lago del frastuono
nel nulla che già sia intorno
è saltato fuori un remo all’abbandono.
Galleggia anche per noi cigni
in un deserto d’allegria
da darle ascolto.
©
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